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John Hall-Edwards e le prime radiografie mediche

Nel 1895 il fisico Wilhelm Conrad Röntgen, impegnato a svolgere esperimenti sui raggi catodici, si accorse che un fascio di raggi invisibili provenienti dal tubo a vuoto con cui stava lavorando potevano attraversare vari materiali ma venivano fermati da altri, quali il metallo e le ossa, e potevano impressionare una lastra fotografica.

Per confermare la sua scoperta, chiese a sua moglie Anna Bertha, che lo supportava costantemente nei suoi studi, di prestarsi a quella che è poi diventata la prima radiografia della storia e che ha immortalato la mano sinistra della signora Röntgen con tanto di anello al dito.

Dopo pochi giorni, Röntgen divulgò i risultati dei suoi esperimenti, chiamando raggi “X” quei raggi ancora sconosciuti.
La sua scoperta, diventata di dominio pubblico, interessò tutta la stampa internazionale e la notizia di questi misteriosi raggi invisibili si diffuse rapidamente.

Entusiasta, il medico britannico John Francis Hall-Edwards, peraltro grande appassionato di fotografia, iniziò subito a studiare come impiegare la nuova scoperta in campo medico, introducendo l’utilizzo dei raggi X nell’ospedale di Birmingham per diagnosticare fratture e preparare interventi chirurgici.

Considerato quindi pioniere nell’uso dei raggi x in campo medico, così come si legge sulla targa commemorativa affissa dalla Royal Society di Birmingham al Birmingham Childrens’Hospital, John Hall-Edwards fu il primo a impiegare la radiografia per un intervento, nonché il primo a fare una radiografia alla colonna vertebrale ed anche il primo radiologo militare della storia.

Data la pericolosità non ancora accertata dei raggi X, Hall-Edwards non soltanto li impiegò largamente sui suoi pazienti, ma ne subì addirittura personalmente le conseguenze, dovendosi far amputare nel 1908 il braccio sinistro fino al gomito, in quanto devastato proprio a causa delle radiazioni (o meglio, come veniva allora chiamata, da “dermatite da raggi X”), conservato tuttora al Chamberlain Museum of Pathology dell’Università di Birmingham, e successivamente anche quattro dita della mano destra.

Malgrado l’amputazione, John Hall-Edwards continuò a lavorare e ad esercitare il suo incarico come primo chirurgo radiologo al General Hospital di Bermingham e altri ospedali periferici per oltre vent’anni.

È successivamente alla sua amputazione che Hall-Edwards iniziò ad accertare la correlazione di alcuni disturbi con l’utilizzo massiccio dei raggi X, avviando misure protettive e impegnandosi fino alla morte, avvenuta nel 1926 per tumore, a promuovere la ricerca medica sul cancro.

Una sorte che era toccata poco prima anche a Röntgen stesso, morto nel 1923 per un carcinoma causato con molta probabilità dalle ripetute esposizioni alle radiazioni, così come a Marie Curie, anche lei affascinata dalla scoperta di Röntgen, alla quale si deve la scoperta del radio e del polonio, colpita anch’essa da una forma di anemia quasi certamente contratta a seguito delle esposizioni alle radiazioni.

Come scritto in un precedente articolo, oggi l’innovazione digitale sta facendo sì che le lastre radiografiche in materiale plastico utilizzate fino a pochi anni fa stiano diventando rare, sostituite da ben più precise diagnosi computerizzate e pratiche archiviazioni digitali.
Rare ma ancor più preziose, quelle firmate da John Hall-Edwards, di cui ancora si trovano alcuni esemplari in circolazione tra quelle che rappresentano le prime radiografie eseguite in campo medico della storia.

John Hall-Edwards merita sicuramente di essere ricordato come pioniere nello studio della radiografia medica ma, come detto, anche per essersi accorto della pericolosità dei primi studi nel settore. Oggi, anche grazie a lui, le radiografie sono divenute uno strumento sicuro, oltre che utile.

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